ANGELICA (1969)
Il suo corpo
magro e lungo sovvertiva la tradizione di una
famiglia in cui tutte le donne erano grasse. Ella
maturava come un frutto spurio di origini
straniere, oscure, influenzate da troppi innesti.
Certi suoi lineamenti erano duri come quelli dei
Macedoni; altri sembravano le fossero venuti dal
fondo della Nubia dolce e bruna, poiché sua
madre era stata di razza inferiore. Sotto il naso
ricurvo, abbastanza fine, ci si meravigliava di
vederle delle labbra quasi tumide. I suoi
giovanissimi seni, molto rotondi e molto morbidi,
erano coronati da grandi aureole circolari: per
questo era chiamata Principessa del Catai.
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